Ospedale Dar Al Shifaa

Dal 2011, le bombe sono cadute già 13 volte su Dar Al Shifaa, uno dei principali ospedali del quartiere Shaar di Aleppo, diventato dopo lo scoppio della guerra civile una struttura di emergenza.
Tre medici lavorano nella struttura e tengono aperto giorno e notte, senza tregua, il Pronto soccorso.
Ogni giorno, da quando è scoppiata la guerra civile, a Dar Al Shifaa arrivano circa 120 feriti, dei quali la maggior parte versa in condizioni disperate. In Siria oggi non si va più in ospedale se non per motivi di vita o di morte e i turni dei medici sono di 24 ore, sei o sette giorni la settimana.
All’interno dell’ospedale manca tutto: non c’è una sala operatoria, i macchinari sono vecchi e pochi, scarseggiano le medicine. I feriti vengono trasportati sui camioncini pick-up. Si opera nell’atrio, su barelle di fortuna, senza apparati sterili e senza le medicine per alleviare il dolore. All’accidentale rottura di uno stetoscopio, caduto a terra, un medico si è messo a piangere disperato, con la testa tra le mani, perché non ce n’era un altro.
Quattro medici sono stati bruciati vivi dalle truppe di Assad, erano “colpevoli” di aver aiutato i ribelli rimasti feriti durante gli scontri.
La cartina della Siria.
CartinaSiria
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