Una casa per Amir – promessa mantenuta

Casa di Amir ph Andreja Restek

Casa di Amir ph Andreja Restek

L’appuntamento con Amir era ad Antakya, la capitale della provincia di Hatay, in Turchia.
È stata una grande emozione rivederlo dopo un anno, un anno di lavoro insieme alle colleghe giornaliste, per raccogliere il denaro per la sua casa.
Un anno di email, comunicazioni e una lunga attesa accompagnata dalla speranza per Amir. Finalmente, dopo tutto questo tempo, il momento tanto atteso è arrivato.La felicità di rivederci per entrambi era grande, dopo che ci siamo raccontati le cose successe nell’ultimo anno passato, Amir ed io abbiamo preso un pullman e ci siamo recati alla nostra destinazione, una cittadina vicino al confine con la Siria.
Perché è là che si trova la nuova casa di Amir, che con fatica è riuscito a trovare. In questo periodo non è facile trovare un’abitazione per un siriano in Turchia, c’è tanta diffidenza da parte dei turchi dato l’alto numero dei rifugiati siriani che ogni giorno attraversa la frontiera.
Finalmente incontreremo il proprietario, firmeremo il contratto di affitto e lui potrà portare la sua famiglia in un posto sicuro, senza pericolo di essere bombardati e uccisi.

Siamo arrivati nel primo pomeriggio, dopo una piccola attesa si è presentato un uomo alto.
Aveva con sé le chiavi dell’appartamento e il contratto da firmare, dopo le presentazione ha proposto di concludere la vicenda. Stabilito il prezzo, abbiamo firmato tutti e tre il tanto atteso contratto di affitto.

La casa si trova nella zona periferica della cittadina, una zona in costruzione, all’ultimo piano. Piccola ma bella. Siamo entrati e il volto di Amir si è illuminato, finalmente potrà portare la moglie in una casa vera, lei che tra pochi giorni partorirà. Oggi infatti lei non c’era, il viaggio era troppo faticoso per una donna al nono mese di gravidanza.
Qualche tempo fa Amir mi fece una domanda: “se viene anche mia sorella con il marito e 5 figli ad abitare qui a te dispiacerebbe?” Aveva paura di chiedermi questa cosa perché pensava che avrei potuto cambiare idea e non pagare più questo affitto. “Sei tu che devi gestire tutto, da adesso in poi la casa è tua” gli risposi. Mi sembrava che non ci credesse ancora.
Abbiamo fatto qualche foto così potevo far vedere alle mie colleghe giornaliste due immagini della casa, perché è anche grazie a tutte loro che Amir ha una casa. Grazie a tutte le persone che hanno aderito al nostro progetto, una famiglia siriana ha un tetto sulla testa. Possiamo dire, anzi, che due famiglie siriane hanno un tetto sopra la testa.

Amir è ritornato ad Aleppo e ha riportato, il giorno dopo, sua sorella nella nuova casa, mi ha telefonato e voleva farmela conoscere. Lascio a voi immaginare il nostro incontro, anche con tutte le barriere linguistiche era pieno di emozioni, parole e lacrime.

È vero, non abbiamo fermato la guerra, ma abbiamo aiutato due famiglie a vivere meglio per i prossimi 10 mesi.

Grazie a tutti e a tutte in nome mio e in nome di Amir.

Andreja

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